Back to Blog

Uso l'AI ogni giorno. Ed è proprio per questo che mi preoccupa.

Scrivo codice con l'AI ogni giorno. Claude, Copilot, ChatGPT — fanno parte del mio workflow tanto quanto il terminale. Non sono un luddista. Non sono qui a dire che l'AI è il male.

Sono qui a dire che mi preoccupa. E che forse dovrebbe preoccupare anche te.

Il problema che nessuno vuole affrontare

Partiamo da un fatto: le aziende stanno già assumendo meno sviluppatori junior. Non è una previsione — sta succedendo adesso. I team si restringono, le posizioni entry-level spariscono, e il mantra è sempre lo stesso: "con l'AI facciamo di più con meno persone."

E in parte è vero. Io stesso produco più codice di prima. Ma c'è una differenza enorme tra "produrre più codice" e "non aver bisogno di persone."

La bugia del "10x developer grazie all'AI"

Il narrative che va per la maggiore è che l'AI ti rende un developer 10 volte più produttivo. È una mezza verità comoda, soprattutto per chi prende decisioni sui budget.

La realtà è diversa. L'AI mi aiuta a scrivere boilerplate più velocemente. Mi aiuta a esplorare soluzioni. A volte mi sblocca. Ma le decisioni architetturali, il debugging dei casi edge, la comprensione profonda di un dominio — quelle restano mie. E richiedono anni di esperienza che non puoi saltare.

Il problema è che chi gestisce i budget spesso non lo capisce. Vede il developer senior che con l'AI fa il lavoro di due persone e pensa: "perfetto, ne assumo uno invece di tre." Ma quel senior è diventato senior perché ha fatto anni da junior. Togli la pipeline dei junior, e tra cinque anni non avrai più senior.

Quello che mi tiene sveglio la notte

Non ho paura che l'AI mi sostituisca domani. Ho paura di un mercato del lavoro che si sta comprimendo silenziosamente.

Ho paura che un'intera generazione di aspiranti sviluppatori si sentirà dire "non ci servono junior, abbiamo l'AI" — senza che nessuno si chieda chi scriverà il codice tra dieci anni quando gli attuali senior saranno andati avanti.

Ho paura che le aziende stiano ottimizzando per il trimestre corrente, non per la sostenibilità del settore.

La mia posizione, onestamente

Uso l'AI. La trovo utile. Non smetterò di usarla.

Ma rifiuto l'idea che sia tutto rose e fiori. Rifiuto l'hype acritico di chi dice "impara a usare l'AI o verrai sostituito" come se fosse una legge di natura e non una scelta collettiva su come organizziamo il lavoro.

La tecnologia non è mai neutra. È plasmata dalle decisioni di chi la costruisce e di chi decide come usarla. E in questo momento, molte di quelle decisioni vengono prese pensando ai costi, non alle persone.

E quindi?

Non ho soluzioni semplici. Ma penso che serva almeno parlarne onestamente, senza il filtro dell'entusiasmo obbligatorio che domina ogni conversazione sull'AI nel tech.

Se sei un developer: continua a imparare le basi. Non delegare il pensiero critico a un modello. L'AI è uno strumento, non un sostituto della comprensione.

Se assumi developer: investi nei junior. Il fatto che un senior con l'AI produca tanto non significa che i junior non servano. Significa che vi state mangiando il futuro per risparmiare sul presente.

Questo è il mio primo post. Volevo iniziare da qualcosa che sento davvero, non da un tutorial o una lista di tool. Perché se scrivo, voglio che sia onesto.